La crisi si sente profondamente E’ necessaria un’opera di totale ricostruzione partendo dalle finanze
Risanare Capaccio Paestum, costruire una democrazia partecipativa per avvicinare i cittadini alla governance locale. Questi alcuni degli obiettivi che ispirano il programma elettorale del candidato sindaco Italo Voza, 56 anni, medico di famiglia. • Come mai ha deciso di candidarsi? • Tutti i settori dal turismo, all’agricoltura, al terziario sono in ginocchio. La stessa politica ha perso la sua identitá. La mia coalizione, costituita da cittadini liberi ( di centrosinistra, centrodestra e centro) metterá al primo posto il territorio, la gente e i suoi problemi. • Quale sará la sua prioritá nel caso venga eletto sindaco? • Il risanamento delle casse comunali. Un’azione immediata sará il recupero dei crediti tributari, fiscali e civili e la messa in sicurezza delle scuole anche con la collocazione di sistemi di allarme per contrastare il vandalismo. • Cosa non condivide dell’attuale Puc? • Troppo cemento e sfruttamento del suolo. La nostra proposta sará per lo sviluppo ecompatibile del territorio nel rispetto della legge e degli indirizzi programmatici del consiglio comunale. Va riqualificato il litorale, pedonalizzato con marciapiedi di legno, rivitalizzato il centro storico, potenziati gli alberghi con nuovi posti letto. • Una delle problematiche storiche è l’abusivismo edilizio. Come intende intervenire? • Con l’attuazione rapida del Puc, uno strumento che da a tutti la possibilitá di regolarizzarsi. Il Prg risale agli anni Ottanta è diventato insufficiente e anacronistico. Dopo l’approvazione del Puc per tutti i trasgressori tolleranza zero. Per l’area a vincolo archeologico, la 220/57 Zanotti Bianco è una legge dello stato e come tale non si può modificare. Però è possibile riqualificare. Discorso che non vale per gli abusi che riguardano baracche, pensiline in eternit e manufatti in cattivo stato di conservazione e presentazione. • Ha fatto molto discutere lo stato di degrado della Necropoli del Gaudo. Ritiene che per la valorizzazione del patrimonio culturale di Paestum si possa fare di più? • L’attenzione non è alta perché il Governo considera la cultura una palla al piede più che una risorsa. Il museo è rimasto quello di 40 anni fa, la manutenzione dell’area archeologica non è efficiente per la mancanza di risorse. I percorsi notturni non ci sono più. Bisogna puntare ad innalzare la qualitá del turismo anche con la creazione del marchio Paestum. Angela Sabetta © riproduzione riservata |
"La Città" 01.05.2012 |
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