Barlotti: volevo ripulire, ma la Soprintendenza s’è opposta
«Sono pronto a cedere gratuitamente il fondo dove insiste la Necropoli del Gaudo». Ad annunciarlo è Antonio Barlotti, proprietario del terreno dove insistono le tracce più antiche di insediamenti umani nella zona pestana, risalgono addirittura all’etá del Ferro. Le tombe sono diventate ostaggio di inquinatori senza scrupoli, che hanno trasformato via Laghetto, la strada lungo la quale si trova il sito archeologico, in una mega discarica a cielo aperto.![]() • In zona vengono sversati rifiuti di ogni genere: pneumatici, lastre di eternit contenenti amianto, plastica, residui domestici, indumenti. Indignati i turisti, e soprattutto studiosi stranieri, che vengono in Italia e scoprono un sito lasciato al degrado più assoluto. Barlotti in più occasioni ha chiesto alla Soprintendenza di procedere con una bonifica che chiaramente, trattandosi di un sito di così grande rilevanza archeologica, non è stata concessa. Per lui ormai quel fondo è diventato più un fardello che gli crea solo problemi e gli è costata anche una denuncia per inquinamento. L’udienza è stata fissata per il 13 marzo del 2013. «Il terreno è mio - afferma l’imprenditore - ma non posso coltivarlo, o utilizzarlo per altri scopi, tanto vale cederlo gratuitamente alla Soprintendenza che potrá procedere con la riqualificazione dell’area. Abbiamo tentato di pulirlo ma la Soprintendenza non ci ha dato l’autorizzazione. Magari se fosse stato ripulito e bonificato gli inquinatori non ci avrebbero sversato altri rifiuti». • Il terreno dove insistono le tombe ha un’ampiezza di circa un migliaio di metri quadrati. «Ho acquistato il fondo nel 1983, le tombe erano state scavate - evidenzia Barlotti - ma erano lasciate all’incuria. Sono state scoperte dagli americani che in zona stavano realizzando una pista di atterraggio. Dopo la scoperta si spostarono al di lá del sito segnalando la presenza del sito archeologico. Dietro alle tombe infatti, realizzarono un fosso per recuperare il tufo per la costruzione della pista di atterraggio». Del degrado della Necropoli del Gaudo sará interessata la magistratura come ha annunciato Marina Cipriani, direttrice del museo archeologico e degli scavi di Paestum. «Procederemo con una denuncia - assicura Cipriani - contro ignoti. Purtroppo non possiamo essere presenti ventiquattr’ore al giorno nel sito. Facciamo il possibile ma non siamo un organo di polizia. E’ un problema che si ripete, in più occasioni procediamo con le opere di pulizia, impiegando mezzi, uomini e risorse. Chiederemo al Comune di attivarsi magari con la collocazione di un sistema di videosorveglianza. Come i turisti e gli studiosi, che giungono a Paestum, anche io rimango sconcertata per l’inciviltá di coloro, che sversano rifiuti di ogni sorta nella necropoli risalente all’etá eneolitica». Angela Sabetta © riproduzione riservata |

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