domenica 4 marzo 2012

Litorale stravolto dagli inquinatori

Nella zona televisori, frigoriferi, lavandini e materiale in amianto
Non sono stati mai rimossi i resti di un camping L’area si è ridotta a rifugio di clandestini prostitute e trans


Un litorale, che come la fascia pinetata di Paestum, chiede vendetta contro abusi edilizi, scempi ambientali, degrado e incuria. Un importante patrimonio naturalistico, una risorsa preziosa che andrebbe riqualificata e valorizzata ma che, al contrario, sta diventando il simbolo dell’inciviltá.


I lavandini depositati lungo l’area del litorale di Paestum
• Un territorio preda di inquinatori e di violazioni urbanistiche. Basta percorrere il litorale, ad esempio, all’altezza della contrada Varolato - Foce Sele, per rendersi conto del degrado che regna sia all’interno della pineta che sull’arenile. 
• Nella fascia pinetata cumuli e cumuli di rifiuti abbandonati in modo indiscriminato ovunque. Discariche a cielo aperto, dove si ci trova davvero di tutto: televisori, frigoriferi, materiali plastici e ferrosi, ossa di animali, resti di eternit contenenti amianto, vetri, buste di spazzatura, cuccioli di cane morti. Una pineta diventata l’alcova per coppie che cercano un po’ di intimitá, ma anche per prostitute, e in particolare Foce Sele, è noto come punto di ritrovo per gay e transessuali. 
• Lo dimostrano le decine e decine di preservativi abbandonati nella pineta. Un’altra problematica sono i danneggiamenti causati dalla ricerca dei tartufi effettuata con l’ausilio delle vanghe, con le quali vengono scavati fossi profondi. Operazioni che, spesso, causano il taglio delle radici delle piante, che perdono vitalitá e seccano.
• Un’attivitá che viene effettuata tutto l’anno, quando è permessa solo in alcuni mesi, e con il solo ausilio dei cani da tartufo. Nella stessa zona, a deturpare ulteriormente l’ambiente, è la presenza di ruderi di abitazioni fatiscenti sulla spiaggia, in parte crollate, che minano la pubblica incolumitá, facenti parte del complesso residenziale villaggio Merola. Le continue mareggiate, soprattutto per gli immobili più esposti, hanno causato nel corso del tempo il crollo delle strutture, alcune delle quali quasi completamente distrutte. Su oltre una cinquantina di villette, sono almeno una decina quelle che andrebbero abbattute, in forte stato di degrado, a tutela della pubblica sicurezza. Al di lá dell’immagine, fortemente compromessa dalla presenza di questi ruderi, si tratta di strutture soggette a periodici crolli che, soprattutto durante l’estate, potrebbero creare non pochi disagi compromettendo la sicurezza dei bagnanti, che affollano questo tratto di litorale. 
• Sono oltre una cinquantina le ordinanze di abbattimento non eseguite per occupazione abusiva di suolo demaniale. A poca distanza fa bella mostra di se un camping abbandonato, in parte crollato sulla spiaggia, e fatiscente divenuto rifugio per extracomunitari. Tutto intorno il degrado più assoluto. Abbandonati sull’arenile ci sono ancora tutti i manufatti utilizzati nel campeggio, perfino lavandini e vasche, strutture in lamiera, servizi igienici fatiscenti e vandalizzati. Una cartolina ignobile per Paestum.
Angela Sabetta
© riproduzione riservata

"La Città  -  04.03.2012

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