martedì 13 marzo 2012

Tombe-discarica in Procura

Cipriani: «Subito la pulizia del sito, ma il Comune può aiutarci installando delle telecamere» 
La direttrice: «Un esposto per scoprire i responsabili» 
In prospettiva la possibilitá di procedere ad espropri dei suoli «Ma i fondi ministeriali sono pochi» 



«Come i turisti e gli studiosi, che giungono a Paestum, anche io rimango sconcertata per l’inciviltá di coloro che sversano rifiuti di ogni sorta nella necropoli risalente all’etá eneolitica». La direttrice del museo archeologico e degli scavi di Paestum, Marina Cipriani, interviene sulla situazione di degrado, in cui versano quelle che rappresentano le tracce più antiche di insediamenti umani nella zona di Paestum, lungo via Laghetto.
• Si tratta delle tombe a grotticella presenti nella necropoli del Gaudo, che si estende per un’area di circa duemila metri quadrati, diventate meta di inquinatori. In zona vengono sversati rifiuti di ogni genere: pneumatici, eternit contenenti amianto, plastica, residui domestici, indumenti. Indignati i turisti, e soprattutto gli studiosi stranieri, che vengono in Italia e scoprono un sito lasciato al degrado più assoluto.
• La necropoli del Gaudo è situata a pochissima distanza dei templi di Paestum, e fu casualmente scoperta dagli alleati anglo-americani nel 1944, durante la costruzione di una pista d’atterraggio, presenti in zona dopo l’Operazione Avalanche.
• Della vicenda di degrado in cui versa il sito sará interessata la magistratura. «Procederemo con una denuncia - assicura la Cipriani - contro ignoti purtroppo non possiamo essere presenti ventiquattrore al giorno nel sito. Facciamo il possibile ma non siamo un organo di polizia. E’ un problema che si ripete, in più occasioni procediamo con le opere di pulizia, impiegando mezzi, uomini e risorse. Chiederemo al Comune di attivarsi magari con la collocazione di un sistema di videosorveglianza».
• Nella stessa zona insistono altre necropoli di epoca diversa che si trovano, in buona parte, al di sotto di vasti impianti serricoli destinati in questo periodo alla coltivazione di fragole. Tra i siti anche un tempietto greco circondato dalle serre. «Stiamo cercando di intervenire - evidenzia Cipriani - con provvedimenti seri: occorrerebbe procedere con degli espropri. La necropoli è un patrimonio che va tutelato. E’ chiaro che il nostro impegno è costante ma i problemi sono tanti, tra questi anche la scarsitá dei fondi ministeriali destinati ai siti archeologici». Cipriani solleva l’attenzione anche su altri siti di valenza ambientale che andrebbero tutelati e conclude: «Sarebbe necessaria una maggiore attenzione anche per i siti di pregevole rilevanza ambientale. E’ una problematica che va affrontata alla radice attraverso un inasprimento delle sanzioni». Il problema della presenza di microdiscariche è una delle piaghe che da tempo affligge questo territorio devastato da inquinatori. I rifiuti abbandonati nella necropoli preistorica sono forse il segno più evidente del senso di inciviltá e di barbaria culturale verso un patrimonio di valore inestimabile. L’auspicio è che anche il Comune di Capaccio si attivi e collabori con la Soprintendenza per la tutela della necropoli.



Angela Sabetta
© riproduzione riservata
"La Città" 13.03.2012

 

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