sabato 24 marzo 2012

Abusi "Molino di Mare" Via agli abbattimenti

La decisione dopo una lunga causa


Cementificazione selvaggia nella cittadina dei templi: via agli abbattimenti degli abusi effettuati ai danni del canale "Molino di mare", situato nella contrada omonima, a due passi dai templi. Il canale negli anni scorsi era stato cementificato da privati. Gli abusi sono stati scoperti alcuni anni fa, a seguito dei controlli effettuati dalla polizia locale, che procedette anche con l’apposizione dei sigilli. Sono seguite le ordinanze di abbattimento, mai eseguite dai responsabili, titolari di un complesso ricettivo in zona. L’occupazione illegale e la consequenziale chiusura del canale, ha bloccato, tra l’altro, il progetto di recupero integrato dell’ex centrale idroelettrica "Maida", presentato da Germano Iuliano, proprietario dell’area adiacente al canale. La vicenda è andata avanti tra ricorsi e controricorsi. A distanza di anni la vertenza ha avuto fine: il Tribunale delle acque ha respinto il ricorso presentato dagli occupatori del canale, contro il Comune, e Germano Iuliano, quest’ultimo assistito dall’avvocato Simona Corradino. Alla luce di questa sentenza definitiva il Comune ha disposto le opere di abbattimento effettuate sotto la vigilanza della polizia locale, diretta da Antonio Rinaldi, la Forestale di Foce Sele coordinata da Marta Santoro e il dirigente dell’ufficio tecnico Rodolfo Sabelli. Il progetto di recupero, redatto dall’architetto Costabile Cerone, mira alla riattivazione dell’impianto di produzione di energia elettrica alimentato da fonte rinnovabile.
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"La Città" 24.03.2012

mercoledì 21 marzo 2012

«Pronti a rilevare il terreno della necropoli del Gaudo»








«Se Antonio Barlotti formalizzerá la volontá di cedere il terreno che ospita la necropoli del Gaudo, noi saremmo pronti ad acquisire la proprietá e avviare l’opera di riqualificazione». La rassicurazione dell’avvio di una bonifica della necropoli eneolitica, trasformata in uno sversatoio di rifiuti, comprese lastre di eternit contenenti amianto, arriva dalla direttrice dell’area archeologica di Paestum, Marina Cipriani. «Una volta formalizzata la donazione - afferma Cipriani - potremmo procedere all’acquisizione ed alla tutela della necropoli che, tuttavia, non è abbandonata all’incuria.














Abbiamo giá proceduto con una denuncia contro ignoti. Non possiamo essere presenti ventiquattr’ore al giorno nel sito. Facciamo il possibile ma non siamo un organo di polizia. E’ un problema che si ripete, in più occasioni abbiamo fatto opere di pulizia, impiegando mezzi, uomini e risorse».
• Nonostante le operazioni di bonifica della Soprintendenza le tombe preistoriche, cosiddette a "grotticelle", continuano ad essere meta di persone che inquinano. «Di fatto, la Soprintendenza ha recentemente acquisito un terreno limitrofo, insistente su un’altra particella - spiega Cipriani - sul quale si è proceduto ad installare una recinzione nell’attesa di trovare i fondi necessari ad una completa riqualificazione nell’area di via Laghetto che, nel caso Barlotti procedesse alla cessione del terreno che ospita la necropoli, si estenderebbe anche alle tombe dell’etá eneolitica».
• Un piano di interventi ancora in corso di progettazione e subordinato al reperimento di fondi, ma che si propone come intento principale quello di unificare l’intero sito archeologico che insiste in via Laghetto. Sulla problematica il senatore Enzo Fasano ha presentato un’interrogazione al ministero dei Beni Culturali nella quale chiede «quali misure intenda promuovere, al fine di arrestare il vergognoso abbandono in cui versa la Necropoli del Gaudo».
"La Città" 21.03.2012

martedì 20 marzo 2012

«Salviamo Paestum con 50 euro»

INIZIATIVA DI LEGAMBIENTE

Costituire un fondo comune per acquistare i terreni entro le mura della cittá antica, dove si svolgono attivitá incompatibili con la conservazione di uno dei siti archeologici più famosi nel mondo. Questo l’obiettivo del progetto "Paestumumanitá", finalizzato alla tutela e valorizzazione dell’area archeologica di Paestum e promosso da Legambiente. «Oltre l’80% dei terreni, compresi tra le mura dell’antica cittá achea di Paestum, sono privati e sottoposti a sfruttamento agricolo. Lo Stato - dice Legambiente - non riesce ad acquisire la titolaritá di tutta l’area archeologica interna alle mura per mancanza di fondi. Per questo chiediamo ai cittadini, senza limiti geografici, di raccogliere i fondi necessari per comprare i terreni privati e promuoverne la tutela. L’adesione al progetto consiste nell’acquisto di una "Buona azione", dal costo di 50 euro». Al progetto hanno giá aderito Gianantonio Stella, Franco Arminio, Gianluigi Nuzzi, Eraldo Affinati.
"La Città" 20.03.2012

«Prendetevi quelle tombe»

Capaccio. Parla il proprietario del terreno dove insistono le antiche sepolture piene di rifiuti
Barlotti: volevo ripulire, ma la Soprintendenza s’è opposta

«Sono pronto a cedere gratuitamente il fondo dove insiste la Necropoli del Gaudo». Ad annunciarlo è Antonio Barlotti, proprietario del terreno dove insistono le tracce più antiche di insediamenti umani nella zona pestana, risalgono addirittura all’etá del Ferro. Le tombe sono diventate ostaggio di inquinatori senza scrupoli, che hanno trasformato via Laghetto, la strada lungo la quale si trova il sito archeologico, in una mega discarica a cielo aperto.



• In zona vengono sversati rifiuti di ogni genere: pneumatici, lastre di eternit contenenti amianto, plastica, residui domestici, indumenti. Indignati i turisti, e soprattutto studiosi stranieri, che vengono in Italia e scoprono un sito lasciato al degrado più assoluto. Barlotti in più occasioni ha chiesto alla Soprintendenza di procedere con una bonifica che chiaramente, trattandosi di un sito di così grande rilevanza archeologica, non è stata concessa. Per lui ormai quel fondo è diventato più un fardello che gli crea solo problemi e gli è costata anche una denuncia per inquinamento. L’udienza è stata fissata per il 13 marzo del 2013. «Il terreno è mio - afferma l’imprenditore - ma non posso coltivarlo, o utilizzarlo per altri scopi, tanto vale cederlo gratuitamente alla Soprintendenza che potrá procedere con la riqualificazione dell’area. Abbiamo tentato di pulirlo ma la Soprintendenza non ci ha dato l’autorizzazione. Magari se fosse stato ripulito e bonificato gli inquinatori non ci avrebbero sversato altri rifiuti».
• Il terreno dove insistono le tombe ha un’ampiezza di circa un migliaio di metri quadrati. «Ho acquistato il fondo nel 1983, le tombe erano state scavate - evidenzia Barlotti - ma erano lasciate all’incuria. Sono state scoperte dagli americani che in zona stavano realizzando una pista di atterraggio. Dopo la scoperta si spostarono al di lá del sito segnalando la presenza del sito archeologico. Dietro alle tombe infatti, realizzarono un fosso per recuperare il tufo per la costruzione della pista di atterraggio». Del degrado della Necropoli del Gaudo sará interessata la magistratura come ha annunciato Marina Cipriani, direttrice del museo archeologico e degli scavi di Paestum. «Procederemo con una denuncia - assicura Cipriani - contro ignoti. Purtroppo non possiamo essere presenti ventiquattr’ore al giorno nel sito. Facciamo il possibile ma non siamo un organo di polizia. E’ un problema che si ripete, in più occasioni procediamo con le opere di pulizia, impiegando mezzi, uomini e risorse. Chiederemo al Comune di attivarsi magari con la collocazione di un sistema di videosorveglianza. Come i turisti e gli studiosi, che giungono a Paestum, anche io rimango sconcertata per l’inciviltá di coloro, che sversano rifiuti di ogni sorta nella necropoli risalente all’etá eneolitica».
Angela Sabetta
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"La Città" 20.03.2012

sabato 17 marzo 2012

"Pizzo" per andare in bagno Dirigente convoca i genitori

Ha suscitato grande clamore la vicenda di bullismo segnalata da alcuni genitori degli alunni che frequentano la scuola media di Licinella, sezione staccata del plesso di Torre di mare. Una tassa di 20 centesimi per andare in bagno e minacce per l’occupazione dei posti nel pulmino del trasporto scolastico da parte di un gruppo di bulli. La dirigente scolastica, Teresa Pane, afferma di essere completamente all’oscuro della vicenda. «Non ero a conoscenza di questa situazione - dice - stiamo cercando di raccogliere tutte le informazioni utili per verificare la veridicitá dei fatti. All’interno della nostra scuola la vigilanza è oculata. Comunque è necessario fare chiarezza sulla vicenda. Se c’è un problema va risolto e ho giá provveduto a convocare tutti i genitori». L’incontro si svolgerá lunedì. Giá ieri mattina la dirigente ha ascoltato gli alunni e sembrerebbe che abbia avuto conferma, da qualcuno degli studenti, della richiesta di soldi per andare in bagno.
 "La Città" 17.03.2012

venerdì 16 marzo 2012

"Pizzo" per andare al bagno

La denuncia-choc di alcuni genitori degli allievi della scuola media di Licinella 
«I nostri figli pagano 20 centesimi ai bulli per usare i servizi igienici» 
Appello ai vertici dell’istituto scolastico «Intervenite subito» 




Banda di bulli in azione alla scuola media della Licinella. Alunni costretti a pagare 20 centesimi per poter usufruire dei servizi igienici. A denunciare il fenomeno sono alcuni genitori indignati per quanto sta accadendo nella scuola situata nella contrada marittima. 
• Secondo quanto riferiscono i genitori, in base al racconto dei propri figli, il "pizzo" per andare in bagno sarebbe solo una delle azioni messe in atto dai bulli ai danni dei propri compagni, che vengono minacciati anche se occupano dei posti nei pulmini solitamente utilizzati dal gruppo di spavaldi. 
• In diverse occasioni qualche genitore ha protestato riferendo degli episodi di bullismo ad insegnanti e alla direzione scolastica. Qualche mamma avrebbe addirittura pensato di procedere con una formale denuncia ai carabinieri. C’è anche chi, da ieri mattina, ha deciso di presidiare la scuola media durante gli orari di ingresso e di uscita degli alunni. «Spero che chi di competenza intervenga: i nostri figli non possono essere vittima di bulletti - afferma Maurizio Paolillo, uno dei genitori - che creano loro disagio durante le lezioni didattiche. Per la nostra contrada, in generale, occorrerebbe una maggiore attenzione. Dopo piromani, ladri e vandali, Licinella almeno nella scuola pretende la necessaria tranquillitá».
• Per evitare che gli alunni siano ricattati per utilizzare i servizi igienici, sembra che la dirigente scolastica abbia disposto che gli studenti si devono recare in bagno uno alla volta con il controllo dei bidelli, che vigilano nell’arco temporale in cui vengono utilizzati i servizi igienici. In questo modo non c’è la possibilitá di incontro tra i vari alunni e la presenza dei bidelli evita che si verifichino episodi di bullismo. 
• La scuola della Licinella non è nuova a questi fenomeni. Qualche tempo fa due studenti stranieri 15enni seminarono il panico con una pistola a gas a pallini davanti l’edificio scolastico. Fu il bidello ad avvistare i due studenti richiamandoli. Questi ultimi, per tutta risposta, gli spararono contro diversi pallini. Quindi puntarono la pistola contro un ragazzo alla finestra. I due vennero identificati dai carabinieri. 
Angela Sabetta
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"La Città" 16.03.2012

martedì 13 marzo 2012

Tombe-discarica in Procura

Cipriani: «Subito la pulizia del sito, ma il Comune può aiutarci installando delle telecamere» 
La direttrice: «Un esposto per scoprire i responsabili» 
In prospettiva la possibilitá di procedere ad espropri dei suoli «Ma i fondi ministeriali sono pochi» 



«Come i turisti e gli studiosi, che giungono a Paestum, anche io rimango sconcertata per l’inciviltá di coloro che sversano rifiuti di ogni sorta nella necropoli risalente all’etá eneolitica». La direttrice del museo archeologico e degli scavi di Paestum, Marina Cipriani, interviene sulla situazione di degrado, in cui versano quelle che rappresentano le tracce più antiche di insediamenti umani nella zona di Paestum, lungo via Laghetto.
• Si tratta delle tombe a grotticella presenti nella necropoli del Gaudo, che si estende per un’area di circa duemila metri quadrati, diventate meta di inquinatori. In zona vengono sversati rifiuti di ogni genere: pneumatici, eternit contenenti amianto, plastica, residui domestici, indumenti. Indignati i turisti, e soprattutto gli studiosi stranieri, che vengono in Italia e scoprono un sito lasciato al degrado più assoluto.
• La necropoli del Gaudo è situata a pochissima distanza dei templi di Paestum, e fu casualmente scoperta dagli alleati anglo-americani nel 1944, durante la costruzione di una pista d’atterraggio, presenti in zona dopo l’Operazione Avalanche.
• Della vicenda di degrado in cui versa il sito sará interessata la magistratura. «Procederemo con una denuncia - assicura la Cipriani - contro ignoti purtroppo non possiamo essere presenti ventiquattrore al giorno nel sito. Facciamo il possibile ma non siamo un organo di polizia. E’ un problema che si ripete, in più occasioni procediamo con le opere di pulizia, impiegando mezzi, uomini e risorse. Chiederemo al Comune di attivarsi magari con la collocazione di un sistema di videosorveglianza».
• Nella stessa zona insistono altre necropoli di epoca diversa che si trovano, in buona parte, al di sotto di vasti impianti serricoli destinati in questo periodo alla coltivazione di fragole. Tra i siti anche un tempietto greco circondato dalle serre. «Stiamo cercando di intervenire - evidenzia Cipriani - con provvedimenti seri: occorrerebbe procedere con degli espropri. La necropoli è un patrimonio che va tutelato. E’ chiaro che il nostro impegno è costante ma i problemi sono tanti, tra questi anche la scarsitá dei fondi ministeriali destinati ai siti archeologici». Cipriani solleva l’attenzione anche su altri siti di valenza ambientale che andrebbero tutelati e conclude: «Sarebbe necessaria una maggiore attenzione anche per i siti di pregevole rilevanza ambientale. E’ una problematica che va affrontata alla radice attraverso un inasprimento delle sanzioni». Il problema della presenza di microdiscariche è una delle piaghe che da tempo affligge questo territorio devastato da inquinatori. I rifiuti abbandonati nella necropoli preistorica sono forse il segno più evidente del senso di inciviltá e di barbaria culturale verso un patrimonio di valore inestimabile. L’auspicio è che anche il Comune di Capaccio si attivi e collabori con la Soprintendenza per la tutela della necropoli.



Angela Sabetta
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"La Città" 13.03.2012

 

Coordinamento provinciale Pdl: ha stravinto la mozione Russo-Iannone-Cortese

La mozione di Antonio Mauro Russo, Antonio Iannone e Matteo Cortese ha vinto il congresso provinciale con 12.143 voti (98.1%), mentre quella presentata da Vittorio Acocella e Pasquale Borea ha raccolto 241 preferenze (1,9%). Andranno a integrare l'esecutivo provinciale i seguenti componenti: Marcello Feola (1523), Romano Ciccone (905), Mario Capo (747), Giuseppe Fabbricatore (686), Salvatore Arena (674), Sebastiano Odierna (664), Antonio Mola (585), Luigi Napoli (584), Roberto Celano (583), Alessandro Schillaci (577), Massimo Cariello (524), Roberto Ciuccio (421), Franco Martino (416), Antonio Squillante (388), Giovanni Romano (315), Franco Annunziata (313), Pina Esposito (283), Marco Galdi (283), Adriano Bellacosa (274), Mario Rizzo (216), Antonio Roscia (155), Mario Santocchio (155), Antonio Fortunati (152), Fernando Zara (135). Il trentesimo seggio elettivo risulta contestato nella sua attribuzione tra l'elezione di Vittorio Acocella e quella di Claudio Pisapia (104). Completano il coordinamento: Antonio Fasolino, Anna Ferrazzano, Elvira Morena, Maria Rosaria Carfagna e Giovanni Torre, indicati nel listino bloccato, insieme al capogruppo del PDL alla Provincia, Pasquale Aliberti, il vicecapogruppo del PDL alla Provincia, Domenico Di Giorgio, il presidente provinciale della Giovane Italia, Giuseppe Agovino, il coordinatore provinciale della Giovane Italia, Gianfranco D'Alessandro, oltre che i parlamentari e i consiglieri regionali eletti in provincia di Salerno (i quali non hanno diritto di voto all'interno del coordinamento).

lunedì 12 marzo 2012

Tarallo spacca il gruppo Marino Il sindaco uscente: «Non mollo»

Capaccio al voto. Il "vice" deciderá se allestire una propria lista

 In queste ultime ore negli ambienti politici capaccesi circolava l’indiscrezione di un possibile passo indietro del sindaco uscente, Pasquale Marino. L’ipotesi sarebbe stata prospettata al suo gruppo nel corso dell’ultima riunione in vista della campagna elettorale. Ma Marino afferma convinto: «Mi candido. Durante la fase di preparazione delle liste, ci sono sempre momenti in cui chi è stato scelto per guidare una coalizione deve fare delle verifiche serie e scegliere dei nomi. Ci siamo confrontati, e la mia ricandidatura a sindaco non è in discussione». Sembra che a creare maretta sia stata anche la non condivisione della candidatura dell’ex vice sindaco Lorenzo Tarallo che, da parte sua, non conferma e non da per scontata la sua candidatura con Marino. «Non ho chiesto nessuna candidatura con Marino né tantomeno mi è stata chiesta - dice Tarallo - Inoltre, non ho bisogno di chiederla visto il mio ottimo rapporto con l’ex sindaco. Sto lavorando a diverse ipotesi insieme al mio gruppo, con il quale deciderò se presentare una mia lista in qualitá di candidato sindaco o correre per la carica di consigliere in un raggruppamento di centrosinistra. Per la prossima settimana ufficializzerò la mia scelta». Intanto, hanno rinunciato alla candidatura a sindaco Mauro Gnazzo e Mimmo Nese. Restano in corsa Marino, Gennaro De Caro, Italo Voza e Nunzio Daniele.
(a.s.)
"La Città" 12.03.2012

Antiche tombe sommerse dai rifiuti

Il sito di etá paleolitica fu scoperto nel 1944 Oggi è nel degrado assoluto e senza controlli

La necropoli del Gaudo trasformata in una mega-discarica di amianto
 

il tempietto di epoca romanatra le serre per la coltivazionedelle fragole










Rappresentano per la comunitá scientifica internazionale le tracce più antiche di insediamenti umani nella zona pestana; risalgono addirittura al periodo del paleolitico. Sono le tombe a camera, che insistono nella necropoli del Gaudo, che si estende per un’area di circa duemila metri quadrati, a due passi dei più famosi templi greci.
• Eppure queste antiche testimonianze sono diventate ostaggio di inquinatori senza scrupoli che hanno trasformato via Laghetto, la strada lungo la quale insistono le tombe, in una mega discarica a cielo aperto.
• In zona vengono sversati rifiuti di ogni genere: pneumatici, lastre di eternit contenenti amianto, plastica, residui domestici, indumenti. Indignati i turisti e gli studiosi stranieri, che vengono in Italia e scoprono un sito di tale pregio lasciato al degrado più assoluto.
• La necropoli del Gaudo è situata a pochissima distanza dei templi di Paestum. Fu casualmente scoperta dagli alleati anglo-americani nel 1944, durante la costruzione di una pista d’atterraggio: nel movimentare il terreno emersero una serie di sepolture d’etá preistorica. Il tenente John Brinson, un archeologo al seguito dell’esercito alleato, eseguì lo scavo d’una tomba e stese un rapporto scientifico, conservato presso la biblioteca del Museo archeologico nazionale di Napoli.
• Da allora le sepolture scavate sono state numerose: quasi tutti i dati sulla cultura del Gaudo derivano dallo studio delle necropoli. Le dimensioni e l’articolazione stessa di queste necropoli, formate da tombe a grotticella artificiale con deposizioni plurime, testimoniano di comunitá di villaggio organizzate sulla base di clans familiari. Un patrimonio di inestimabile valore storico e culturale, con tracce pertinenti alla civiltá dei metalli (Eneolitico, dal c. 2000 a. C. in poi). Nella necropoli sono venute alla luce varie tombe a camera con piccolo corridoio o pozzetto di accesso, che restituirono ceramiche di influenza argarica e lontanamente anatolica, pugnaletti di rame, osso lavorato con incisioni. Nelle tombe sono stati ritrovati molti askoi, caratteristici vasi a saliera. Ritrovamenti conservati nel museo archeologico di Paestum.
• La zona dove si trova la necropoli è di facile accesso, si raggiunge attraverso una traversa di via Magna Graecia, quale appunto via Laghetto, e pertanto nel mirino dei tombaroli che, da tempo, effettuano incursioni notturne alla ricerca di antichi reperti da piazzare sul mercato illegale. In zona insistono sepolture che vanno dall’etá del Bronzo all’epoca romana. Nella contrada Andreiuolo-Laghetto è stata rinvenuta un’altra necropoli con 800 tombe risalenti al VI secolo a.C.
• Sepolture che vengono saccheggiate e che non possono essere scavate dalla Soprintendenza perché non ci sono i finanziamenti da parte del Ministero che consentano di riportare alla luce tesori di inestimabile valore. Poche decine quelle recuperate. In molti casi a seguito di una depredazione effettuata dai tombaroli che, in più occasioni, sono riusciti a recuperare tutto il corredo funerario custodito all’interno delle tombe. La Soprintendenza è riuscita, quindi, a recuperare solo le lastre della camera di sepoltura.
• Se è vero che i fondi ministeriali sono sempre più esigui, è altrettanto vero che le tombe preistoriche sommerse da rifiuti gridano vendetta. Basterebbe un’opera di bonifica per renderle fruibili a turisti e studiosi indignati di fronte ad un indecoroso spettacolo di inciviltá.
Angela Sabetta
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"La Città" 11.03.2012

sabato 10 marzo 2012

L’onorevole? Mutuo all’1,57%

 ROMA. C’è chi può avere mutui a tassi irrisori, addirittura all’1,57 per cento. Lo ha dimostrato un’incursione al Senato dell’on. Francesco Barbato, Idv, che con una telecamerina nascosta è andato nella sede della Bnl di Palazzo Madama. Il servizio, andato in onda per “Piazza pulita”, la trasmissione condotta da Corrado Formigli su La7, mostra dapprima le richieste alle banche di cittadini comuni con redditi normali. Tutti si sentono dire che i tassi sono abbondantemente sopra il 4 per cento. Per 190mila euro devono sborsare rate mensili tra i 1.200 e i 1.300. Barbato invece ottiene un tasso all’1,57, circa 818 euro mensili. E può farlo prendere da un amico (privilegio dei parlamentari) ma, gli dice l’impiegata di banca, a un tasso ben diverso. Quanto? 1,72 per cento. La giornalista ferma il questore del Senato, Angelo Maria Cicolani (Pdl) che si dice incredulo e scommete che non è vero. «Se lei è una persona corretta - dice alla giornalista - mi aspetta qua. Io vado dentro, mi informo e poi ne riparliamo». Il senatore va in banca, chiede, torna dalla giornalista e ammette la realtà.
"La Città" 10.03.2012

giovedì 8 marzo 2012

Omaggi da Cirielli e Poste Biglietti gratis sui treni

ISTITUZIONI E AZIENDE
«In qualsiasi contesto, familiare, lavorativo e istituzionale, la donna dimostra uno spiccato senso di responsabilitá, testimoniando dedizione, equilibrio e concretezza. Qualitá fondanti che non trovano ancora, purtroppo, un’adeguata rispondenza nei posti nevralgici della societá». Con queste parole il presidente della Provincia Edmondo Cirielli ha voluto rendere omaggio, nella ricorrenza dell’8 marzo, a tutte le donne, dando conto delle difficoltá che ancora incontrano in diversi campi ma anche evidenziando l’importanza del loro ruolo. Cirielli ha sottolineato in particolare la valenza che rivestono «le donne arruolate nelle Forze Armate, che hanno dimostrato competenza e determinazione pari agli uomini».
• Sulla stessa falsariga Poste italiane, che in una nota, ha sottolineato come il lavoro femminile sia fondamentale per l’azienda, dal momento che nelle poste «il 53 per cento dei dipendenti è donna» e che è un esponente del gentil sesso, Concetta Martino, la responsabile della filiale di Salerno.
• Un omaggio alle donne giunge oggi anche da Trenitalia. L’azienda ha infatti stabilito che per tutta la giornata si viaggerá in due con un solo biglietto se uno dei due passeggeri è donna e che nei Freccia Club delle stazioni italiane saranno distribuiti alle clienti degli omaggi floreali. (a.c.)
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"La Città" 08.03.2012

martedì 6 marzo 2012

Nuova rete fognaria in tilt Sversamento di liquami nella zona di "Licinella"

Residenti allarmati: «E se accedesse in estate?»


Via dell’Amore a rischio igienico sanitario a causa dello sversamento di reflui fognari, che hanno imbrattato una delle strade nel centro urbano nella contrada marittima Licinella. La rottura della rete fognaria potrebbe causare l’inquinamento anche della falda acquifera nel sottosuolo. La fogna interessata è quella delle acque scure, che proviene da Santa Venere. A preoccupare i residenti non è solo il guasto in sé, ma quello che potrebbe accadere quando l’impianto di depurazione di Varolato dovrá accogliere e smaltire anche i reflui urbani di Agropoli. Tra i due Comuni costieri, infatti, è stata siglata una convenzione per la gestione dell’impianto di depurazione, della rete fognaria e stazioni di sollevamento presenti sul territorio capaccese. I lavori di collegamento, giá conclusi, sono finalizzati al disinquinamento della fascia costiera tra le foci dei fiumi Sele e Solofrone. «Se una delle reti fognarie più recenti manifesta problemi, immagino cosa potrá accadere quando si allaccerá Agropoli alla nostra rete - afferma il portavoce di "Paestum cittá", Maurizio Paolillo - per portare i reflui a Varolato. Il prossimo sindaco dovrá seriamente valutare questo problema. Non vorrei che in piena estate possa capitare un problema del genere». Il collegamento della rete fognaria agropolese con l’impianto di depurazione, situato in localitá Varolato a Capaccio, consente la dismissione del tanto contestato depuratore localizzato in via della Libertá, sostituito da una pompa di sollevamento sotterranea, e la riqualificazione dell’area. (a.s.)
"La Città" 06.03.2012




















lunedì 5 marzo 2012

Capaccio, il Pd si tira fuori dalla campagna elettorale

Sulla campagna elettorale ieri è intervenuto il segretario provinciale del Pd Nicola Landolfi. Si legge in una nota: «A Capaccio il Pd non sará presente con il proprio simbolo. A questo si è giunti, sia perché sul piano locale, nonostante il tempo accordato, non è maturata nessuna decisione che andasse in senso contrario, sia per il carattere esasperatamente civico del confronto. Rispettiamo il dibattito politico della cittá. Ci auguriamo che il confronto civico non esasperi i personalismi e venga assicurata la governabilitá». Ancora: «A Capaccio, fino alla proclamazione del nuovo Consiglio, nessuno potrá parlare per conto del Pd. I sostegni, singoli o presunti che siano, a questo o a quel candidato sindaco sono, quindi, a titolo personale. Dopo le elezioni, al gruppo dirigente provinciale spetterá il gravoso compito, non solo di di accompagnare, ma di dirigere, come in altre realtá, una rinascita e una rigenerazione profonda. Siamo fiduciosi perché sappiamo che Capaccio è una cittá importante e che ci sono energie sane e motivate». (a. s.)
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"La Città" 05.03.2012

domenica 4 marzo 2012

Si profila una sfida tra quattro candidati

Capaccio. Mauro Gnazzo resterá fuori anche dalla corsa per il consiglio comunale

CAPACCIO. Dopo la rinuncia alla candidatura a sindaco di Mimmo Nese potrebbe restringersi a quattro il numero degli aspiranti alla poltrona più alta di Palazzo di Cittá. Non ha ancora deciso in modo definitivo, ma è intenzionato a ritirarsi dai giochi anche il candidato sindaco della sinistra Mauro Gnazzo. Al contrario di Nese, che ha ufficializzato il suo sostegno al candidato sindaco Italo Voza, Gnazzo rinuncerá anche alla candidatura a consigliere in una delle liste degli attuali candidati in corsa alla carica di sindaco.
• «C’è un tempo per lottare e uno per organizzarsi. In questo momento storico - afferma Gnazzo- in tutti gli schieramenti è stata formata un’ammucchiata generale, che va da destra a sinistra e viceversa. Mi ero battuto affinché nel centrosinistra si procedesse con le primarie, per una connotazione chiara di appartenenza ad un gruppo politico, ma così non è stato. Sono deluso, non ci sono le condizioni per scendere in campo e sto valutando di rinunciare alla candidatura a sindaco. Opterò per il non voto perché negli schieramenti, non c’è chiarezza politica checchè ne dicano i candidati sindaco».
• Si prospetta, quindi, una sfida a quattro tra il sindaco uscente Pasquale Marino, Italo Voza, Gennaro De Caro e Nunzio Daniele. Tra i sostenitori di Voza anche Rosario Catarozzi dell’associazione "Centro studi socio economici Paestum 2000", presente, con diversi candidati, nelle liste elettorali.
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"La Città"  -  04.03.2012

Litorale stravolto dagli inquinatori

Nella zona televisori, frigoriferi, lavandini e materiale in amianto
Non sono stati mai rimossi i resti di un camping L’area si è ridotta a rifugio di clandestini prostitute e trans


Un litorale, che come la fascia pinetata di Paestum, chiede vendetta contro abusi edilizi, scempi ambientali, degrado e incuria. Un importante patrimonio naturalistico, una risorsa preziosa che andrebbe riqualificata e valorizzata ma che, al contrario, sta diventando il simbolo dell’inciviltá.


I lavandini depositati lungo l’area del litorale di Paestum
• Un territorio preda di inquinatori e di violazioni urbanistiche. Basta percorrere il litorale, ad esempio, all’altezza della contrada Varolato - Foce Sele, per rendersi conto del degrado che regna sia all’interno della pineta che sull’arenile. 
• Nella fascia pinetata cumuli e cumuli di rifiuti abbandonati in modo indiscriminato ovunque. Discariche a cielo aperto, dove si ci trova davvero di tutto: televisori, frigoriferi, materiali plastici e ferrosi, ossa di animali, resti di eternit contenenti amianto, vetri, buste di spazzatura, cuccioli di cane morti. Una pineta diventata l’alcova per coppie che cercano un po’ di intimitá, ma anche per prostitute, e in particolare Foce Sele, è noto come punto di ritrovo per gay e transessuali. 
• Lo dimostrano le decine e decine di preservativi abbandonati nella pineta. Un’altra problematica sono i danneggiamenti causati dalla ricerca dei tartufi effettuata con l’ausilio delle vanghe, con le quali vengono scavati fossi profondi. Operazioni che, spesso, causano il taglio delle radici delle piante, che perdono vitalitá e seccano.
• Un’attivitá che viene effettuata tutto l’anno, quando è permessa solo in alcuni mesi, e con il solo ausilio dei cani da tartufo. Nella stessa zona, a deturpare ulteriormente l’ambiente, è la presenza di ruderi di abitazioni fatiscenti sulla spiaggia, in parte crollate, che minano la pubblica incolumitá, facenti parte del complesso residenziale villaggio Merola. Le continue mareggiate, soprattutto per gli immobili più esposti, hanno causato nel corso del tempo il crollo delle strutture, alcune delle quali quasi completamente distrutte. Su oltre una cinquantina di villette, sono almeno una decina quelle che andrebbero abbattute, in forte stato di degrado, a tutela della pubblica sicurezza. Al di lá dell’immagine, fortemente compromessa dalla presenza di questi ruderi, si tratta di strutture soggette a periodici crolli che, soprattutto durante l’estate, potrebbero creare non pochi disagi compromettendo la sicurezza dei bagnanti, che affollano questo tratto di litorale. 
• Sono oltre una cinquantina le ordinanze di abbattimento non eseguite per occupazione abusiva di suolo demaniale. A poca distanza fa bella mostra di se un camping abbandonato, in parte crollato sulla spiaggia, e fatiscente divenuto rifugio per extracomunitari. Tutto intorno il degrado più assoluto. Abbandonati sull’arenile ci sono ancora tutti i manufatti utilizzati nel campeggio, perfino lavandini e vasche, strutture in lamiera, servizi igienici fatiscenti e vandalizzati. Una cartolina ignobile per Paestum.
Angela Sabetta
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"La Città  -  04.03.2012