
| «Se Antonio Barlotti formalizzerá la volontá di cedere il terreno che ospita la necropoli del Gaudo, noi saremmo pronti ad acquisire la proprietá e avviare l’opera di riqualificazione». La rassicurazione dell’avvio di una bonifica della necropoli eneolitica, trasformata in uno sversatoio di rifiuti, comprese lastre di eternit contenenti amianto, arriva dalla direttrice dell’area archeologica di Paestum, Marina Cipriani. «Una volta formalizzata la donazione - afferma Cipriani - potremmo procedere all’acquisizione ed alla tutela della necropoli che, tuttavia, non è abbandonata all’incuria. Abbiamo giá proceduto con una denuncia contro ignoti. Non possiamo essere presenti ventiquattr’ore al giorno nel sito. Facciamo il possibile ma non siamo un organo di polizia. E’ un problema che si ripete, in più occasioni abbiamo fatto opere di pulizia, impiegando mezzi, uomini e risorse». • Nonostante le operazioni di bonifica della Soprintendenza le tombe preistoriche, cosiddette a "grotticelle", continuano ad essere meta di persone che inquinano. «Di fatto, la Soprintendenza ha recentemente acquisito un terreno limitrofo, insistente su un’altra particella - spiega Cipriani - sul quale si è proceduto ad installare una recinzione nell’attesa di trovare i fondi necessari ad una completa riqualificazione nell’area di via Laghetto che, nel caso Barlotti procedesse alla cessione del terreno che ospita la necropoli, si estenderebbe anche alle tombe dell’etá eneolitica». • Un piano di interventi ancora in corso di progettazione e subordinato al reperimento di fondi, ma che si propone come intento principale quello di unificare l’intero sito archeologico che insiste in via Laghetto. Sulla problematica il senatore Enzo Fasano ha presentato un’interrogazione al ministero dei Beni Culturali nella quale chiede «quali misure intenda promuovere, al fine di arrestare il vergognoso abbandono in cui versa la Necropoli del Gaudo». |
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