«Non è vero che i beni culturali sono il petrolio dell’Italia». A dirlo è stato il soprintendente Gennaro Miccionell’ambito del seminario promosso dall’Ordine degli ingegneri sul tema “Il project financing per i beni culturali”. «Non sono una fonte inesauribile - ha continuato - e aspettano ancora chi sia in grado di sfruttarli. L’atteggiamento del privato è quello di chi vuole investire solo se è conveniente. Tutte le strutture museali che hanno una soglia economica che offre una possibilità di resa sono tenute bene, ma per esserci una convenienza bisogna avere circa 300mila visitatori l’anno. Nella nostra provincia un solo sito raggiunge questa soglia ed è Paestum, per gli altri è anche inutile parlarne». Miccio ha citato il caso della Certosa di Padula. «Fin quando il Ministero organizzava manifestazioni collaterali abbiamo avuto anche 200mila visitatori». La soluzione? «Ragionare con nuovi parametri, introducendo elementi nuovi rispetto ai servizi aggiuntivi e intervenendo con una compartecipazione al mantenimento». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Da "La Città" - 19.03.2013
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